Ash
È il 2000 quando Leonello Calvani, imprenditore italiano che conosce a memoria ogni tomaia e ogni suola prodotta tra il Veneto e la Toscana, incontra Patrick Ithier, designer
francese cresciuto tra le sneakers e le passerelle di Parigi.
Due mondi apparentemente lontani. Da una parte il rigore artigianale italiano, fatto di pellami scelti uno a uno e di fabbriche dove si lavora ancora a mano. Dall'altra la libertà creativa francese, quella che non ha paura di esagerare, di aggiungere una borchia dove non te l'aspetti, di alzare una suola fino a farla diventare una dichiarazione.
Mettono insieme queste due anime e fondano ASH.
Nei primi anni ASH parla solo alle donne. A donne che non vogliono scegliere tra essere belle ed essere comode. Che vogliono una scarpa che le accompagni dal mattino in ufficio
alla sera fuori, senza mai farle sentire fuori posto.
Poi arriva il 2010 e tutto cambia. Patrick Ithier disegna una sneaker con dentro un segreto: sette centimetri di zeppa nascosta. Fuori sembra una sneakers sportiva, dentro ti slancia come un tacco. È la wedge sneaker. Nessuno l'aveva mai fatta così. In poche settimane diventa introvabile. Le riviste la chiamano "la scarpa che ha cambiato le regole". Madonna la indossa sul palco, Rihanna in aeroporto, Lady Gaga per le strade di New York.
Da quel momento ASH non è più solo un brand di scarpe. È un linguaggio.
Oggi, a più di vent'anni di distanza, ASH è rimasto fedele alla sua idea originale. Disegna a Parigi, produce in Italia, vende in tutto il mondo. Ha 200 negozi monomarca e oltre 600 punti vendita selezionati, ma ogni paio conserva ancora quell'equilibrio imperfetto e perfetto tra attitudine francese e artigianalità italiana.
Non è una scarpa che insegue la moda. È una scarpa che ti permette di attraversarla a modo tuo, comoda, sicura, con qualche centimetro in più sotto i piedi e molta più personalità.
Questa è ASH.
French Attitude, Italian Craft. Dal 2000.