Manila Grace
Manila Grace nasce nel 2005 da un'intuizione tutta al femminile: creare abiti che una donna abbia voglia di indossare davvero, tutti i giorni, non solo per una foto.
L'idea è di due persone molto diverse che si completano. Da un lato Maurizio Setti, imprenditore di Carpi, uno che viene dalla maglieria vera, quella dei telai che girano tutta la notte per conto terzi. Dall'altro Alessia Santi, stilista che non ama disegnare su carta, ama toccare. Il suo motto è sempre stato: "Un tessuto deve raccontare la sua storia".
Mettono insieme queste due anime e cercano un nome che le contenga entrambe.
Lo trovano in due parole: Manila, che è una fibra naturale usata per le corde delle navi, leggera ma impossibile da spezzare, e Grace, grazia, armonia. Forza e grazia. Resistenza e femminilità.
I primi capi sono subito riconoscibili: non il solito tubino nero perfetto, ma maglie con stampe un po' scolorite, pois, fiori retrò, tagli morbidi, tessuti tinti e ritinti, annodati, come se avessero già una vita. Jersey, mohair, cotoni. Cose che puoi mettere la mattina per andare a lavoro e la sera per uscire.
E funziona. Perché il rapporto qualità prezzo è onesto e perché si sente che è fatto in Italia, non disegnato a Milano e cucito chissà dove.
In dieci anni apre 13 negozi monomarca nelle vie più belle, da Corso Garibaldi a Milano in giù, e arriva in mille multibrand in Italia e all'estero. Diventa sponsor del Festival del Cinema di Venezia, veste le attrici sul tappeto rosso e per un po' è ovunque.
Nel frattempo Setti realizza anche il suo altro sogno, diventa presidente dell'Hellas Verona e lo porta in Serie A.
Oggi l'azienda è entrata nel gruppo Casillo, ha sede a San Giuseppe Vesuviano, vicino a Napoli, fa donna, bambina, borse, scarpe, e ha un nuovo claim che dice tutto: "MADE WITH ITALIAN LOVE".
Non è più solo un brand di maglieria. È l'idea che un vestito, se è fatto con cura, ti fa sentire meglio.